“Considero il congresso del Pd decisivo per le prospettive future della democrazia italiana.”
Lo afferma Gavino Angius, Presidente dell’Associazione Democrazia e Socialismo in una nota rilasciata all’Unità dopo essersi iscritto al Pd nel suo circolo di appartenenza.
“Mi sono iscritto al Partito Democratico, per contribuire, insieme a tanti, a rafforzare una forte opposizione democratica, credibile, popolare, autorevole, di cui c’è urgente necessità. L’Italia ha bisogno di una svolta profonda e il Pd insieme ad altre forze riformiste può costruire una grande alternativa democratica. In questo senso il congresso del Pd è un’occasione straordinaria per definire nuove e vincenti strategie politiche attorno alle quali raccogliere le grandi energie civile, culturali per tornare al governo dell’Italia. Spero che il partito democratico possa davvero diventare quel grande partito nazionale nel quale siano accolte quelle culture politiche democratiche, socialiste, laiche, ambientaliste che, insieme, costituiscono il più grande patrimonio di pensiero politico, di cultura, di passione civile, di cui l’Italia dispone. Tornare al governo dell’Italia, costruire una salda alleanza delle forze riformiste, e una credibile alternativa democratica al governo di Berlusconi, sono obiettivi strategici per i quali vale la pena di battersi.”
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1 commento:
Mi pare che l'unità dei riformisti sia l'obiettivo mancato dal piddì, per aver eluso ed osteggiato la "questione socialista" o meglio il rapporto non risolto con la cultura laica e riformista. Angius è stato coerente su questo tema fino alle estereme conseguenze. Tuttavia monostante che Bersani sia uomo della sinistra italiana, della sua storia ma anche delle scelte ideali e programmatiche, molte cose dovranno cambiare nel modo d'essere del piddì e nel suo rapporto con la sinistra italiana ed europea. I problemi restano ahimè aperti, anche se l'autosufficieza del piddì è già un vago ricordo...
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