Barack Obama, il presidente eletto degli Usa, ha trascorso la vigilia della cerimonia di insediamento ricordando Martin Luther King. Il neo presidente degli Stati Uniti non attenderà molto per mettersi a lavoro: dalla Cnn assicurano che sarà una "ambiziosa prima settimana", in cui Obama inizierà ad affrontare la crisi economica e le questioni di Iraq e Medioriente.
Come ogni terzo lunedì di gennaio, ogni anno, l'America commemora Martin Luther King, pastore attivista e difensore dei diritti del popolo afroamericano ucciso a 39 anni. Ieri Obama ha reso omaggio alla figura di Martin Luther King. “Oggi - ha detto in un comunicato - celebriamo la vita di un predicatore tutti insieme nel luogo dove ancora si odono gli echi del sogno di King”. Già domenica Obama aveva reso omaggio alla memoria del predicatore afroamericano, presso il Lincoln Memorial, luogo dove King, nel 1963 pronunciò il suo celebre discorso "I have a dream". I giornalisti americani, in linea con quanto espresso dalla campagna elettorale del neo presidente, ritengono che oggi King sarebbe al settimo cielo per l'elezione di Obama. Va sottolineato, a tal proposito, che proprio Obama in questi ultimi tempi ha voluto far rivivere l'anima di Martin Luther King nelle coscienze degli statunitensi, evocando il sogno di un'America in grado di rinascere: il paese in cui, se ce n'è la volontà, tutto si può realizzare.
Dopo il concerto seguito da 400 mila persone - al quale hanno partecipato star del calibro di Bono degli U2, Bruce Springsteen e Tom Hanks - Obama ha parlato alla folla dietro cristalli antiproiettile: il suo è stato un messaggio di speranza, nonostante imminenti siano le sfide che vengono dall'economia e dalla politica estera. “Possiamo ottenere qualunque cosa - ha assicurato - non c’è ostacolo che si possa frapporre sul cammino di milioni di voci che chiedono un cambiamento”.
L'agenda del presidente è già fitta di appuntamenti. I temi più caldi non verranno affrontati subito, per non offuscare lo storico insediamento di Obama, in quanto primo presidente afro-americano. Il passaggio del testimone tra Bush e Obama avverrà dopo la passeggiata di rito in cui, il presidente uscente e il neo eletto, percorranno il tragitto tra la Casa Bianca e Capitol Hill. Obama giurerà poi fedeltà alla Costituzione americana, pronunciando le 35 parole di rito dell'art. 2 della stessa carta costituzionale, appoggiando la mano sulla Bibbia che fu del presidente Abraham Lincoln.
Lo staff - secondo fonti interne alla Casa Bianca - sarà a lavoro già dal giorno seguente l'insediamento. Al centro dell'agenda del neo presidente c'è la crisi economica: Obama si incontrerà con i suoi consiglieri economisti, per studiare una strategia che porti all'approvazione da parte del Congresso di un pacchetto di aiuti da 825 miliardi di dollari. Sempre domani Obama incontrerà anche alti ufficiali dell'esercito per discutere della guerra in Iraq e di come portare a termine la promessa di ritirare le truppe statunitensi entro 16 mesi. Inoltre, il neo presidente ed la sua squadra, si occuperanno di anche del conflitto israelo-palestinese. Gli assistenti di Obama assicurano che già in queste ore sta maturando l'ipotesi di spedire Palestina, in settimana, almeno un inviato speciale che affronti i problemi di lungo termine che attanagliano la regione oltre alla crisi scatenatasi a Gaza con l'offensiva israeliana.
Dovrebbero arrivare a breve anche novità circa la guerra al terrorismo: oltre alla chiusura della base militare di Guantanamo, vero e proprio carcere a cielo aperto per presunti terroristi, Obama sta considerando l'idea di vietare l'uso delle torture nei confronti dei sospetti affiliati alle reti terroristiche. Pare siano in fase di studio anche novità in fatto di ambiente: si parla di carburanti ecologici, che naturalmente potrebbero piacere agli ambientalisti ma non all'industria statunitense, messa già a dura prova dalla crisi economica.
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