Dall’inizio dell’anno sono state registrate più di 30 morti bianche: in media più di due vittime al giorno nel nostro Paese. Intanto oggi è partito il processo Thyssenkrupp.
Non è trascorso neanche un anno dalle elezioni politiche 2008, ma l’argomento della sicurezza sui luoghi di lavoro sembra appartenere al passato. Il bombardamento mediatico al quale siamo stati sottoposti sotto campagna elettorale circa le morti bianche sembra essersi dissolto. Sono 35 le vittime registrate in questi primi giorni del 2009. Una media impressionante con incidenti che si verificano in tutta Italia: gli ultimi sono stati registrati nel leccese, in Sicilia, a Udine, Torino e Trieste.
Intanto, dopo le udienze preliminari, si è aperto oggi in Corte d'Assise di Torino il processo per il rogo della Thyssenkrupp costato la vita a sette operai. L'udienza è stata aggiornata al 22 gennaio. Sul banco degli imputati c’è l’amministratore delegato della multinazionale dell’acciaio, Harald Espenhahn, e altri cinque dirigenti, oltre all’azienda in qualità di persona giuridica. A quanto pare l’accusa più grave è quella mossa nei confronti di Espenhahn, che dovrà rispondere di omicidio volontario con dolo eventuale. E’ la prima volta che, in un processo per incidenti sul lavoro, viene contestata un’accusa del genere. Espenhahn rischia 21 anni di carcere. Agli altri cinque imputati sono contestati l’omicidio colposo, aggravato dalla consapevolezza dell’evento, e la rimozione volontaria di cautele antinfortunistiche.
Stamani 54 operai della ThyssenKrupp hanno chiesto di aggiungersi alle parti civili nel processo in corso. La Corte d'Assise di Torino, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso di accogliere le numerose richieste presentate da emittenti tv.
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