Hamas ha annunciato la tregua immediata dei suoi militanti e dei gruppi alleati a Gaza, dando a Israele, una settimana di tempo per ritirare le truppe dalla Striscia. Ieri Israele aveva annunciato unilateralmente il "cessate il fuoco".
Secondo l'agenzia Reuters, una fonte militare israeliana avrebbe fatto sapere che sono già in atto operazioni di ritiro delle truppe dal territorio della Striscia di Gaza. "Posso confermare che un graduale ritiro delle nostre forze è già in corso", ha detto la fonte, senza aggiungere ulteriori dettagli.
Un esponente di Hamas, dopo aver annunciato la tregua dal Cairo, ha fatto sapere che il governo palestinese ha chiesto anche l'apertura dei confini di Gaza, affinchè gli aiuti necessari.
L'offensiva israeliana, durata 22 giorni, ha provocato la morte di oltre 1.300 palestinesi (di questi 700 sono civili). Secondo Israele tra le vittime ci sarebbero centinaia di uomini armati. Sul versante ebraico, sono stati uccisi dieci soldati e tre civili.
Dopo il "cessate il fuoco" circa 17 razzi hanno colpito la parte meridionale di Israele. Erano le 2 del mattino ora locale. Israele ha risposto con due attacchi contro i siti dai quali sono stati lanciati i razzi. Il contrattacco ha però colpito medici e civili palestinesi.
Dopo l'inizio del "cessate-il-fuoco" annunciato da parte di Israele, i palestinesi hanno iniziato a constatare i danni subiti dagli edifici e i morti. Il governo di Israele afferma di aver cercato di evitare di colpire i non militanti, ma ha aggiunto che purtroppo Hamas opera in zone densamente popolate.
A Beit Lahiya, città settentrionale della Striscia di Gaza, appena iniziato "cessate-il-fuoco", le ambulanze palestinesi hanno raccolto oltre 95 cadaveri, la maggior parte dei quali di guerriglieri, che giacevano sotto le macerie o in aree aperte, secondo quanto riferito dalla polizia di Hamas e dai funzionari medici.
"Se questo "cessate-il-fuoco" terrà, e credo che ciò succederà, vedrete i valichi aprirsi a enormi quantità di aiuti umanitari", ha detto il portavoce di Olmert, Mark Regev, all'emittente tv Sky News.
A Sharm el-Sheikh si sono incontrati i leader di Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Italia, Giordania, Spagna e Turchia insieme al segretario generale dell'Onu. Obiettivo del summit: coordinare la politica nell'ambito della crisi. I leader si sono dati appuntamento per sostenere il piano egiziano che cerca di trasformare un debole cessate-il-fuoco in un solido accordo che porti al ritiro definitivo di Israele.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento