Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione, fa appello indica i dipendenti pubblici e dice: “devono risollevare il Paese dalla crisi”. Da Roccaraso (L’Aquila) ai giornalisti del Corriere della Sera, ha detto: “Se uno oggi fa il professore, il burocrate, l’impiegato al catasto, si vergogna. Se fa il tornitore della Ferrari no”. “Adesso che siamo in una crisi globale - sottolinea - c'è questa grande occasione: dobbiamo instillare il senso di responsabilità con un bastone. E la carota è l'orgoglio”. La reputazione dei dipendenti pubblici, per mesi, è stata screditata e gettata in pasto all’opinione pubblica, grazie alle scelte e alle prese di posizione di Brunetta. Il ministro ora però è arrivato a considerare i lavoratori pubblici dei privilegiati poichè, diversamente dai lavoratori del privato, “non temono la cassa integrazione” poiché “hanno un lavoro fisso”.”Se c’è questo privilegio – ha detto - sono loro che devono tirare fuori l’Italia della crisi”. Roberto Cotroneo, dalle pagine de L’Unità commenta: “Negli ultimi anni il pubblico impiego è quello che ha visto maggiormente diminuire il suo potere di acquisto”. Una recessione iniziata prima del passaggio lira-euro. “I docenti italiani – dice il giornalista - forse Brunetta non lo sa, non si vergognano affatto di dire ai proprio figli del lavoro che fanno, anzi, ne sono orgogliosi. Forse si vergognano di dire che, nonostante abbiano con sacrifici studiato quasi vent’anni per occupare quel posto, guadagnano un terzo di un tornitore della Ferrari”.
Brunetta crede che l’efficienza della PA farà da traino al resto dell’economia. Linda Lanzillotta (Pd), Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista), Angelo Bonelli (Verdi) e addirittura Roberto Fiore (eurodeputato di Forza Nuova), non sono riusciti a contenere il loro disappunto.
Sul fronte sindacale, in merito all’anticostituzionalità delle riforme proposte da Brunetta nel pubblico impiego, il ministro ha trovato l’opposizione della Cgil, da lui definito “un grande sindacato, ma conservatore” quindi “inutile al Paese”. Queste ultime dichiarazioni hanno scatenato la polemica con i vertici dell’organizzazione sindacale e la reazione di Carlo Podda, segretario nazionale Fp-Cgil, il quale afferma: “Il ministro, resosi conto che ormai l'opinione pubblica ha smesso di abboccare agli annunci di miracolosi risparmi e recuperi di efficienza nei servizi pubblici, visto che ciascun cittadino è in grado di verificare che tutto è come prima, ha deciso di individuare ‘il nemico’ e manco a dirlo il nemico è chiunque osi avere un parere diverso dal suo”. E’ stata questa, per Podda, l’occasione di ricordare che Brunetta a giugno licenzierà 70 mila dipendenti pubblici precari, che prenderanno parte allo scioperò del 13 febbraio annunciato da Fp-Cgil.
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