La vicenda Alitalia sembra essersi conclusa, ma con molte perplessità. Forse le cose potevano andare diversamente. Alla luce dei fatti, per fare qualcosa in più, rispetto a quanto prodotto dal Governo in carica, ci voleva davvero poco. La trattativa Alitalia si ripercuoterà sui cittadini italiani, che pagheranno i debiti della Bad Company, e su chi utilizzerà il servizio aereo nazionale, poiché l’operazione ha definitivamente eliminato la concorrenza.
Il Sole 24 Ore e MicroMega sono senza dubbio due organi di stampa agli antipodi, ma in questi giorni hanno riportato in maniera obiettiva quanto accaduto nella vicenda Alitalia. Tanto da arrivare entrambi alla conclusione che la trattativa originaria, iniziata dal Governo Prodi era di gran lunga migliore. Infatti con il Professore, Air France avrebbe acquistato il 100% dell’azienda, debiti compresi. Avrebbe versato un miliardo di capitale, non lasciando passività agli azionisti e allo Stato, tranne il concorso pubblico per coprire 2.120 esuberi. Si, proprio così! Gli esuberi neanche un anno fa erano 2.120. In quel periodo Berlusconi definì l’offerta offensiva perché avrebbe ridimensionato Malpensa e limitato i voli intercontinentali diretti.
L’intera campagna elettorale del Pdl è stata incentrata su Alitalia e su una fantomatica cordata di imprenditori pronti a salvare l’azienda. Berlusconi però oggi fa del tutto per nascondere la realtà dei fatti. Se l’offerta fatta a Prodi era offensiva, quella di oggi è di gran lunga oltraggiosa. La nuova compagnia ha meno rotte e solo 13 sono intercontinentali. Solo tre di queste incidono sull’aeroporto di Malpensa, che per giunta risulta notevolmente ridimensionato rispetto al progetto originale. La compagnia farà un numero di voli inferiore del 30 % a quello di Alitalia e AirOne. La flotta aerea verrà ridotta a 148 aerei, 90 in meno di quelli di Alitalia e AirOne. Dulcis in fundo, grazie alla fusione tra Air One - Air France, non ci sarà concorrenza e la nuova compagnia avrà il monopolio su molte rotte nazionali. Come se non bastasse il Governo ha persino bloccato per tre anni i poteri d'intervento dell'Antitrust.
Ma non è finita. Dopo le discutibili scelte del Governo Berlusconi, Alitalia registra 3,2 miliardi di debiti. Solo un miliardo sarà ripagato dall’offerta CAI. Gli altri sono a carico dei contribuenti. Inoltre l’operazione ha fatto aumentare gli esuberi, che sono giunti a 9 mila, quasi il quadruplo di quelli dichiarati. La cassa integrazione supererà i sette anni, quindi si prevede un altro miliardo di costi per lo Stato, quindi sempre a carico dei contribuenti.
La Francia e gli imprenditori francesi ringraziano Berlusconi. C’è il rischio che i componenti della cordata CAI, avendo preso Alitalia in saldo, sgravata dai debiti che saranno pagati dai cittadini, potranno rivendere la loro parte ad Air France, che a sua volta avrà un compagnia risanata a un prezzo più vantaggioso rispetto al progetto Prodi.
Il Governo, anche in questa situazione, ha fatto del tutto per scatenare una campagna mediatica contro la Cgil e i sindacati confederati. Le sigle sindacali sono innumerevoli all’interno di Alitalia, ma i sindacati confederati sono rappresentanti in minima parte. I sindacati, soprattutto quelli non confederati, dovrebbero spiegare a cittadini e lavoratori i motivi per cui hanno rifiutato un’offerta vantaggio e poi si sono ritrovati a dover accettare per forza questa catastrofe.
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