Caro Riccardo,
l’esito delle elezioni politiche ci ha messo di fronte all’esigenza imprescindibile di riscrivere il progetto politico della Costituente Socialista.
Le mutate condizioni in cui dobbiamo operare non sono solo preoccupanti per il Partito Socialista, visto il suo modesto risultato, ma per tutta la sinistra italiana.
Con il Congresso di Montecatini abbiamo avuto un’occasione per dare alla nostra azione politica una spinta positiva. Non mi pare ci si sia riusciti. Certo nei mesi successivi sono stati fatti molti sforzi indirizzati a riorganizzare le fila e a dare al partito un minimo di assetto organizzativo, ma credo che qualche raccolta di firme, un digiuno, breve a dire la verità, e una pletora di incarichi che parcellizzano le responsabilità non risolvano positivamente il problema dell’assenza di una linea politica chiara e finalizzata ad un progetto politico di ricostruzione di un nuovo centrosinistra.
La sconfitta del PD, la scomparsa dal Parlamento italiano della sinistra radicale e di quella socialista riformista, il grave errore commesso consentendo l’alleanza all’IDV di Di Pietro hanno aperto spazi enormi e creato imprevedibili possibilità. Rappresenterebbe un errore il poter pensare che tutto ciò possa significare solo ripristinare le condizioni vigenti prima delle elezioni. Non credo sia più il tempo in cui un piccolo partito socialista si allei con un grande partito per cercare di “lucrare” qualche rendita di posizione e ottenere qualche eletto. Sia chiaro è legittimo orientare la propria azione politica verso questo obiettivo, ma esso non si raccorda con le ragioni che hanno portato alcuni, pochi o tanti ha ben poca importanza, ad aderire al progetto lanciato al Congresso di Fiuggi dall’allora Segretario dello SDI, Enrico Boselli.
Proprio per queste ragioni la Costituente aveva suscitato interesse, partecipazione e talvolta anche entusiasmo. Era un progetto aperto, che guardava avanti e non il tentativo di risollevare le sorti del socialismo italiano esclusivamente su un terreno identitario già sperimentato e dimostratosi improduttivo. Si trattava di dare vita ad un partito nuovo, ambizioso e destinato a crescere attraverso la sua capacità di raccordare la tradizione del socialismo italiano con quella europea e la cultura laica liberaldemocratica.
Il Convegno promosso da Angius e dall’associazione Democrazia e Socialismo rappresentano quindi un tentativo di avviare un confronto che potrebbe aiutare a superare in positivo gli esiziali errori commessi dalla sinistra italiana e che hanno consentito ancora una volta al centrodestra e a Berlusconi di governare il nostro paese.
Le parole da te utilizzate per commentare l’iniziativa, così come quelle di altri dirigenti del PS, sono state invece un vero e proprio tentativo di rimozione del problema. Invece di interrogarsi sulle ragioni di un fallimento si accusa di “tradimento” chi prova ad uscire dalle sabbie mobili in cui siamo impantanati. Uno stile molto comunista e certamente stalinista di denigrare l’avversario, che non ha nulla a che fare con lo spirito libertario del socialismo italiano. La realtà è però assai diversa. I Socialisti, caro Riccardo, purtroppo e per fortuna, non stanno solo nel PS. Molti sono nel PD e ancor di più nel PDL. La maggior parte sta a casa propria. Ancor di più forse non sanno neppure di esserlo, perché essendo giovani non hanno mai avuto la possibilità di poter aderire ad una formazione politica in grado di dare al pensiero e alla cultura politica socialista quella dignità e consistenza che le spettano nel sistema politico di un moderno paese europeo.
Dovremmo ripartire proprio da qui per ricostruire una sinistra italiana di governo, quindi socialista, democratica e liberale, ma temo che ad oggi non vi siano nel PS le condizioni giuste per poterlo fare e per questo rassegno le mie dimissioni dalla Segreteria Nazionale. Rimango fiducioso che, superate le asprezze che ci avete dedicato in questi giorni, una sana riflessioni dia un respiro maggiore alla Tua e alle vostre riflessioni sull’argomento.
Ti auguro un buon lavoro e attraverso di te un caro saluto e un ringraziamento a tutte le compagne e i compagni per questi mesi di impegno in comune.
Fraterni saluti.
Alberto Nigra
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
5 commenti:
ha detto...
Ben detto compagno Nigra.
Caro Nigra con le tue dimissioni hai fatto chiarezza sulla situazione creatasi tra l'area Angius e il resto del PS,con le argomentazioni hai risposto a coloro che incapaci di fare politica e guardare in avanti vivono di ricordi, dimenticando anche le cose buone dei Loro grandi avi. E' giusta l'interpretazione COME DEV'ESSERE ALTRETTANTO GIUSTO MUOVERCI SUL TERRENO POLITICO TRACCIATO AL CONVEGNO DI DEL 18 OTTOBRE. Coerentemente con le cose che pensiamo possiamo recuperare il tempo perduto e rilanciare la nostra iniziativa. Approfondiamo, discutiamo e agiamo
P.S. il commento è scritto dal compagno NINO
Carissimo compagno Alberto,
bella lettera degna di un vero compagno, il problema è che non so se riusciranno davvero a comprendere che cosa stanno perdendo... ma se andiamo ad analizzare la maggior parte di loro sono abituati al sottogoverno e quindi reggere un confronto con noi è per loro troppo complicato... praticamente non sanno cosa dirci... se non accusarci di essere COMUNISTI! ma sai che ti dico io sono fiera di essere stata comunista!
un fraterno affraccio. Bisoux
Al compagno Nigra ho già privatamente fatto pervenire, per iscritto, il mio sostegno dopo le sue dimissioni.
Sono, per defermazione, uno che legge molto, soprattutto on line. E cerco articoli sugli argomenti che mi interessano di più. Il convegno del 18 ottobre ha dimostrato come l'iniziativa che per gli "angiusiani" prevede di uscire dall'ombra - e non dal Ps - sia stata positiva per Angius e company sopratutto dal punto di vista mediatico. In due giorni ne hanno parlato tutti i giornali... pure quelli telematici... ne ha parlato il Tg1... e altri telegiornali...
Finchè siamo rimasti all'angolo, chiusi nella morsa dello SDI (perchè questo non può ancora chiamarsi partito socialista), siamo divenuti invisibili...
Appena messo fuori il naso abbiamo dato luce anche a Necini e company. Perdonatemi: ma 4 italiani su 5 non sanno chi è Nencini... e l'operazione Democrazia & Socialismo ha fatto in modo e maniera che Angius desse la possibilità al segretario del Ps di uscire sulla stampa nazionale...
Non è polemica... è realtà... facilmente riscontrabile scrivendo: "Gavino Angius" su Google news e andandosi al leggere tuti gli articoli...
Io credo che se cominciamo a muoverci autonomamente allargando il progetto Democrazia & Socialismo diverremo qualcosa di interessante.
Valerio Ascenzi
Io mi sono dimesso dal PS ancor prima di iscrivermimi e dopo aver comunicato, nel blog di Nencini, le mie intenzioni mi sono avvicinato al PD, dove ho trovato terreno fertile per il vero socialismo .
Sarebbe utile e necessario vedere Gavino&C. ( democrazia & socialismo) nel PD a portare alta la bandiera socialista.
IN ATTESA......un saluto socialista da....................www.mantellotricolore.ilcannocchiale.it
Posta un commento