giovedì 30 ottobre 2008
PS: La lettera di dimissioni di Alberto Nigra
l’esito delle elezioni politiche ci ha messo di fronte all’esigenza imprescindibile di riscrivere il progetto politico della Costituente Socialista.
Le mutate condizioni in cui dobbiamo operare non sono solo preoccupanti per il Partito Socialista, visto il suo modesto risultato, ma per tutta la sinistra italiana.
Con il Congresso di Montecatini abbiamo avuto un’occasione per dare alla nostra azione politica una spinta positiva. Non mi pare ci si sia riusciti. Certo nei mesi successivi sono stati fatti molti sforzi indirizzati a riorganizzare le fila e a dare al partito un minimo di assetto organizzativo, ma credo che qualche raccolta di firme, un digiuno, breve a dire la verità, e una pletora di incarichi che parcellizzano le responsabilità non risolvano positivamente il problema dell’assenza di una linea politica chiara e finalizzata ad un progetto politico di ricostruzione di un nuovo centrosinistra.
La sconfitta del PD, la scomparsa dal Parlamento italiano della sinistra radicale e di quella socialista riformista, il grave errore commesso consentendo l’alleanza all’IDV di Di Pietro hanno aperto spazi enormi e creato imprevedibili possibilità. Rappresenterebbe un errore il poter pensare che tutto ciò possa significare solo ripristinare le condizioni vigenti prima delle elezioni. Non credo sia più il tempo in cui un piccolo partito socialista si allei con un grande partito per cercare di “lucrare” qualche rendita di posizione e ottenere qualche eletto. Sia chiaro è legittimo orientare la propria azione politica verso questo obiettivo, ma esso non si raccorda con le ragioni che hanno portato alcuni, pochi o tanti ha ben poca importanza, ad aderire al progetto lanciato al Congresso di Fiuggi dall’allora Segretario dello SDI, Enrico Boselli.
Proprio per queste ragioni la Costituente aveva suscitato interesse, partecipazione e talvolta anche entusiasmo. Era un progetto aperto, che guardava avanti e non il tentativo di risollevare le sorti del socialismo italiano esclusivamente su un terreno identitario già sperimentato e dimostratosi improduttivo. Si trattava di dare vita ad un partito nuovo, ambizioso e destinato a crescere attraverso la sua capacità di raccordare la tradizione del socialismo italiano con quella europea e la cultura laica liberaldemocratica.
Il Convegno promosso da Angius e dall’associazione Democrazia e Socialismo rappresentano quindi un tentativo di avviare un confronto che potrebbe aiutare a superare in positivo gli esiziali errori commessi dalla sinistra italiana e che hanno consentito ancora una volta al centrodestra e a Berlusconi di governare il nostro paese.
Le parole da te utilizzate per commentare l’iniziativa, così come quelle di altri dirigenti del PS, sono state invece un vero e proprio tentativo di rimozione del problema. Invece di interrogarsi sulle ragioni di un fallimento si accusa di “tradimento” chi prova ad uscire dalle sabbie mobili in cui siamo impantanati. Uno stile molto comunista e certamente stalinista di denigrare l’avversario, che non ha nulla a che fare con lo spirito libertario del socialismo italiano. La realtà è però assai diversa. I Socialisti, caro Riccardo, purtroppo e per fortuna, non stanno solo nel PS. Molti sono nel PD e ancor di più nel PDL. La maggior parte sta a casa propria. Ancor di più forse non sanno neppure di esserlo, perché essendo giovani non hanno mai avuto la possibilità di poter aderire ad una formazione politica in grado di dare al pensiero e alla cultura politica socialista quella dignità e consistenza che le spettano nel sistema politico di un moderno paese europeo.
Dovremmo ripartire proprio da qui per ricostruire una sinistra italiana di governo, quindi socialista, democratica e liberale, ma temo che ad oggi non vi siano nel PS le condizioni giuste per poterlo fare e per questo rassegno le mie dimissioni dalla Segreteria Nazionale. Rimango fiducioso che, superate le asprezze che ci avete dedicato in questi giorni, una sana riflessioni dia un respiro maggiore alla Tua e alle vostre riflessioni sull’argomento.
Ti auguro un buon lavoro e attraverso di te un caro saluto e un ringraziamento a tutte le compagne e i compagni per questi mesi di impegno in comune.
Fraterni saluti.
Alberto Nigra
mercoledì 29 ottobre 2008
Elezioni Usa: Paura per il Presidente.
Sì, perché da quando Obama ha vinto le primarie del partito democratico, nei pensieri di molti, tra analisti e supporters, ha cominciato a balenare l’idea che il primo candidato nero alla Casa Bianca potesse essere un obiettivo sensibile. Il riferimento non nasce solo da un certo tipo di estremismo razzista presente e radicato negli Usa, come del resto dimostrano anche recenti fatti di cronaca, ma anche dal programma politico antilobby che andrebbe a colpire, se il 4 novembre Obama dovesse diventare Presidente, molti interessi economici e politici costituiti. Ed è stato anche Timothy Garton Ash, dal suo sito, con un articolo pubblicato poi in Italia da la Repubblica di lunedì 27 ottobre, a descrivere le paure che si stanno facendo largo tra chi segue quotidianamente la campagna elettorale del candidato democratico. Garton Ash si sofferma anzitutto sul fatto che, nonostante si pensi diffusamente all’eventualità della possibile uccisione del senatore dell’Illinois, nessuno dei media nazionali americani abbia ancora menzionato questa eventualità, esercitando su di sé – sostiene il politologo americano – quasi una sorta di censura preventiva. Eppure le parole della candidata alla Vicepresidenza per il partito repubblicano, Sarah Palin non sono state proprio leggere quando ha parlato di Obama come di uno che “avrebbe fatto comunella con i terroristi”. Ma nella campagna elettorale il ticket repubblicano è arrivato anche ad associare il nome di Barack Obama al terrorista americano William Ayers e si è spinto fino a definirlo un antiamericano. Tutto questo fa parte della durezza della campagna - dicono dalle parti del Grand Old Party – ma non si può non giudicare almeno parzialmente come irresponsabili certe accuse mosse verso un avversario politico che rispecchia ampiamente il prototipo di candidato a rischio attentato.
Ma se Atene piange Sparta non ride verrebbe da dire. Sì, perché il candidato repubblicano John McCain non solo ha 72 anni ma pare anche dei seri problemi di salute, sostengono alcuni; tanto che oltre 2000 medici statunitensi avrebbero chiesto la pubblicazione delle sue cartelle cliniche al fine di rendere note le reali condizioni di salute del vecchio Maverick della politica americna. Infatti, ciò che preoccupa una parte sempre più consistente dell’opinione pubblica statunitense è che se McCain dovesse vincere le elezioni e poi improvvisamente venire a mancare a succedergli sarebbe la molto discussa Sarah Palin. L’ex governatrice dell’Alaska non è però ritenuta all’altezza di ricoprire il ruolo di grande comandante in capo. Se infatti dopo la Convention repubblicana Sarah Palin sembrava essere riuscita a risollevare le sorti della campagna di McCain, con il passare del tempo le sue gaffes hanno convinto un sempre maggior numero di americani della sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante. Alcuni guru dello staff di Bush hanno espresso le loro preoccupazioni per il fenomeno Palin, ritenendo che il pericolo non sia soltanto la sconfitta di McCain il 4 novembre, ma la profonda crisi in cui si lo stesso partito repubblicano starebbe sprofondando. Insomma la paura sta avvolgendo i sostenitori dei due schieramenti in campo e non si tratta soltanto di quell’ansia fisiologica che prende gli staff e i supporters quando manca una settimana alle elezioni. Questa partita sta assumendo un significato in più. La percezione diffusa infatti è che, in un modo o nell’altro, si stia per voltare pagina. E i cambiamenti radicali, si sa, suscitano ansie e paure. Sul fronte democratico sono rivolte a quella parte di America profonda che ancora guarda con paura alla possibilità di avere un presidente nero e a chi vede nel programma politico di Barack Obama una minaccia ai propri interessi.
Per McCain e il partito repubblicano invece questo è un momento cruciale: potranno il liberismo, con la più grave crisi economica della Storia appena iniziata, e un veterano del Vietnam, con il fallimento delle politiche militari di Bush sullo scenario internazionale, essere ancora capaci di conquistare la fiducia della maggioranza degli americani? Una cosa è certa però, la scelta della Palin potrà servire nel 2012, ma in questa campagna rischia di essere ricordata come il primo vero scivolone nella fortunata carriera del più grande guru repubblicano a cui è stata attribuita quella scelta: l’ex uomo Campagan elettorale di George W. Bush, Karl Rove. Soltanto il tempo svelerà all’opinione pubblica mondiale se la più grande potenza globale, faro della democrazia contemporanea, sarà capace di uscire dalla crisi in cui versa superando le paure che la stanno attanagliando in questo momento.
domenica 26 ottobre 2008
Eravamo tantissimi.
Eravamo tantissimi. Inutile sbizzarrirsi sulla guerra di cifre: 2 milioni, 1 milione 200mila o quant’altro. La fiumana che ha pacificamente invaso Roma rappresenta un fatto di grande rilevanza nazionale. E’ stata una grande manifestazione di popolo dove hanno sfilato lavoratori dipendenti, operai, impiegati, studenti. E’ andata così, anche il movimento studentesco che sta animando le piazze italiane ha voluto partecipare alla manifestazione di ieri per portare nuovamente le ragioni della protesta sotto gli occhi dell’opinione pubblica italiana. Veltroni ha parlato della possibilità di costruire un’Italia diversa guidata dal più grande partito del riformismo italiano e noi naturalmente ci auguriamo che sia così. Ed è stato Gavino Angius a rimarcare quanto il discorso del leader del Pd segni una svolta nella politica italiana e apra una prospettiva nuova per il Paese. Di questo percorso noi vogliamo fare parte e invitiamo tutti voi ad aprire un dibattito fatto di idee e proposte per affrontare al meglio i mesi di duro lavoro che ci attendono. Il nostro sito e il nostro blog saranno due strumenti per stimolare il confronto con l’augurio che siano i mezzi per incontrare in queste piazze virtuali un grande numero di cittadini.
sabato 25 ottobre 2008
Buona Manifestazione a tutti
Buona Manifestazione a tutti, ovunque voi siate anche se non siete riusciti a venire a Roma.
Oggi centinaia di migliaia di cittadini, militanti, associazioni, ong, sindacati e famiglie provenienti da tutta Italia manifesteranno contro il governo Berlusconi. La manifestazione voluta fortemente da Veltroni, e in programma già da questa estate, assume in questo momento un carattere particolare. Diventa infatti, almeno in parte, il terminale di quelle proteste che stanno attraversano il mondo della scuola e dell'università ma si trasforma anche in un momento di partecipazione collettiva alle preoccupazioni per la crisi economica che non possono che percorrere tutta la società italiana.
Noi manifesteremo dietro il nostro striscione "Unire i Riformisti" con il nostro simbolo di Democrazia e Socialismo; sfileremo con le nostre convinzioni di sempre e cioè che da questa crisi si uscirà se si adotteranno quelle ricette sociali ed economiche che hanno fatto forti i partiti del socialismo europeo: investimenti nelle politiche formative, politiche per la casa che impongano che il 30% delle nuove costruzioni siano di edilizia residenziale popolare, misure per il risparmio energetico e la salvaguardia ambientale che mettano l'Italia al pari delle altre grandi nazioni d'Europa e provvedimenti per l'integrazione che tengano conto della richiesta di sicurezza proveniente da larga parte della società italiana ma che diano la possibilità vera a chi viene nel nostro paese per lavorare di poterlo fare ricevendo la dovuta accoglienza. Ricordiamo inoltre a tutti, a cominciare da noi stessi, che l'avanzamento e l'ampliamento dei diritti civili in Europa e nel mondo va di pari passo con la crescita e lo sviluppo economico. Vale a dire che laddove i diritti civili vengono garantiti e ampliati andando incontro alle tendenze già in atto nelle società, lì cresce anche l'economia e aumenta il benessere. Insomma pensiamo ancora che in Italia non possa mancare un grande partito del socialismo europeo, nutrito da quella cultura politica del socialismo liberale che tanto ha dato al pensiero politico della sinistra moderna.
Ma tornando alla manifestazione di oggi, per fare in modo che tutti possano dare il loro contributo anche solo ideale, abbiamo predisposto un blog dove potrete commentare, scrivere le vostre idee, dialogare con gli altri intervenuti, insomma per dire la vostra su questa manifestazione.
Speriamo che questo nuovo strumento dia la possibilità a tutti di esprimere i loro pensieri e di fornire dei suggerimenti. Buona Manifestazione a tutti.